A dieci anni dai bombardamenti Nato sull’allora Repubblica Federale di Jugoslavia, a Vicenza e a Belgrado si svolgeranno importanti manifestazioni di condanna e di riflessione sulle iniziative da intraprendere per il presente e per il futuro. Riceviamo dal compagno Ivan Pavicevac un comunicato, emesso dalle associazioni organizzatrici, che pubblichiamo volentieri.
Il 24 marzo 1999 la NATO scatenava, ininterrottamente per 78 giorni, la sua potenza di fuoco contro il territorio della allora Repubblica Federale di Jugoslavia, un Paese già amputato con le secessioni iniziate nel 1991, e oggi ulteriormente smembrato tra Serbia, Montenegro e Kosovo. Per i suoi bombardamenti la NATO utilizzava armi vietate dalle convenzioni internazionali (ad esempio, bombe a frammentazione), armi di grave nocumento alle generazioni presenti e future (ad esempio, all’uranio impoverito), e mirava contro industrie chimiche, infrastrutture civili, mezzi di trasporto in servizio, ambasciate di Paesi terzi... Quei bombardamenti rappresentarono l’apice in un processo di attacco a quel Paese, multinazionale e sovrano, per il quale era stata programmata la disgregazione e la svendita al capitalismo straniero. Negli anni successivi, tutti i settori-chiave dell’economia e del sistema finanziario jugoslavo venivano ceduti. Mentre le storiche strutture militari jugoslave venivano in larga parte dismesse, le piccole Repubbliche sorte dalla disgregazione erano gradualmente assorbite nelle alleanze militari euro-atlantiche, e piegate agli obiettivi di queste. A sua volta, l’intera vicenda della crisi jugoslava, che dal 1991 non può dirsi conclusa ancora oggi, è paradigmatica della fase apertasi con l’abbattimento del Muro di Berlino: una fase che, lungi dal garantire pace e libertà, è stata caratterizzata da guerre e devastazioni, “vendute” alle opinioni pubbliche attraverso pelose retoriche dei “diritti” e disoneste campagne di disinformazione. Cosicché, ad esempio, l’Italia, dopo avere reiteratamente violato la propria Costituzione fungendo da base di lancio per i bombardamenti e partecipando a numerose missioni di guerra in Paesi vicini e lontani, si ritrova ancora ad impiegare fette crescenti del proprio bilancio statale per finanziare la macchina militare, nonostante la crisi economica e sociale che incalza... e deve ospitare ulteriori basi militari straniere sul proprio territorio! E’ in una città nevralgica nell’ambito di questi processi, come Vicenza, che, in occasione del X Anniversario dell’inizio di quei bombardamenti, promuoviamo una grande iniziativa nazionale ed internazionale per raccontare che cosa hanno essi rappresentato, al di là della cortina fumogena creata dai media, e per discutere con gli occhi rivolti al futuro di attività e prospettive nel campo della solidarietà internazionalista tra i lavoratori e per il movimento che in tutta Europa si batte contro la guerra e contro le basi militari. Promotori: Rete Disarmiamoli! - RdB CUB - Coord. Naz. per la Jugoslavia ONLUS - Beogradski Forum / Forum di Belgrado per un mondo di eguali - Rete Semprecontrolaguerra L’iniziativa si svolgerà, a Vicenza, sabato 21 e domenica 22 marzo 2009. Contemporaneamente anche a Belgrado si svolgerà una simile manifestazione, organizzata da “Beogradski forum”. Per saperne di più contattare:
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