Un primo dibattito tra i promotori e i militanti, per porre le basi dell’Associazione in città e in provincia. Intervenuti autorevoli studiosi di marxismo, simpatizzanti comunisti di ieri e di oggi.
Si è tenuta a Messina, il 7 luglio scorso, una manifestazione di presentazione alla stampa dell’Associazione Marx XXI, che a livello nazionale si propone – come dice la stessa denominazione – di porre le basi teoriche del marxismo del XXI secolo e che ora si è costituita anche a livello provinciale. Oltre ai giornalisti, erano presenti numerosi studiosi e militanti. Così la presentazione è stata l’occasione per un primo dibattito, ampio ed approfondito. Federico Martino (Università di Messina) ha proposto un’analisi articolata dell’attuale fase economico-sociale e politica, caratterizzata, a suo dire, da una crisi ciclica del capitalismo e da una riduzione degli spazi di democrazia. Le due cose sono collegate, secondo Martino. Il modello capitalistico non funziona più sul piano economico, perché non è più in grado di produrre benessere. Ma la storia insegna che ogniqualvolta il capitalismo entra in crisi non sopporta la democrazia. Da qui l’attacco alla Carta costituzionale. A tutto ciò è necessario reagire – ha concluso l’illustre accademico – ritornando a ragionare sul presente con le categorie concettuali del marxismo, aggiornando, naturalmente, tali categorie, e lavorando alla riunificazione delle forze che si richiamano al comunismo. Sulla necessità di strumenti di analisi adeguati ad un mondo che è cambiato fortemente negli ultimi decenni ha insistito pure Orazio Licandro (Università di Catanzaro), il quale ha evidenziato pure il ruolo di contrappeso svolto in passato dai regimi comunisti dell’Est europeo nei confronti del capitalismo, tanto che i governi occidentali (non solo socialdemocratici) erano costretti a riconoscere ai lavoratori il diritto a un sistema di garanzie, che oggi, con il crollo del comunismo, vengono considerate dal padronato un “costo insopportabile”. Licandro ha sottolineato la necessità di superare il “cortocircuito”, ossia l’incomunicabilità attualmente esistente tra mondo economico-sociale e mondo culturale. Nel 1968-’69, operai, studenti, intellettuali, lottavano insieme. Oggi se la Fiat licenzia, al massimo nasce una “microvertenza”, confinata all’ambito aziendale, senza riflessi nel resto della società. Per questo occorre operare sul piano educativo e culturale, come si propone di fare l’Associazione Marx XXI. Carmelo Romeo (Università di Messina) ha ribadito la validità delle idee-forza del marxismo, a partire dall’idea dell’emancipazione umana, attraverso la lotta di classe, nel nuovo quadro di sfruttamento intenso dei lavoratori da parte del capitalismo. Si tratta di rilanciare, secondo Romeo, il Marx filosofo critico e scienziato del capitalismo. Stefano Azzarà (Università di Urbino) ha stigmatizzato l’ostilità di tanta parte del mondo accademico attuale nei confronti del marxismo, presentato come “obsoleto”. Ma chi decide se una teoria è vecchia o è nuova? Ciò dipende dalla capacità che essa ha di comprendere la realtà e di rispondere ai bisogni di una determinata epoca. Le categorie del marxismo consentono di spiegare la crisi attuale del capitalismo, tanto che ad esse hanno attinto gli stessi studiosi non marxisti, in preda a un vero e proprio stato confusionale di fronte al crollare delle loro teorie, smentite dalla crisi stessa. Antonio Catalfamo (Università di Messina) ha invitato a individuare il retroterra culturale ed ideologico nel quale va radicata l’Associazione Marx XXI in provincia di Messina, affinché essa non appaia catapultata dall’alto in un ambiente estraneo. Ha indicato come punti di riferimento il pensiero e l’opera di Concetto Marchesi, nella sua fase messinese, di Francesco Lo Sardo e di Nino Pino Balotta. Come prima uscita pubblica dell’Associazione Marx XXI a Messina non c’è male. Si tratta ora di continuare con altre iniziative. Antonio Catalfamo
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