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LETTERA AI CITTADINI DI BAFIA Stampa E-mail
domenica 25 gennaio 2009
AnteprimaPubblichiamo qui di seguito una lettera aperta indirizzata dal Prof. Domenico Catalfamo, già vice-sindaco di Castroreale (Messina), ai suoi concittadini della frazione Bafia, un tempo roccaforte del Pci, in favore della Costituente Comunista e della nascita di un partito che riunisca tutti i comunisti.

Cari concittadini,

quelli tra voi che hanno una certa età mi conoscono bene e conservano il ricordo di una lunga attività politica che mi ha visto impegnato accanto a loro per più di un trentennio, in quelli che furono anni di riscatto e di progresso senza precedenti per il nostro paese e per l’intero comune di Castroreale.

La mia scelta risale ai primi anni Cinquanta, quando avevo solo quindici anni e quando da noi si viveva in condizioni generali di miseria. E da allora sono stato sempre da una parte. Dopo avere abbracciato da ragazzo l’ideale comunista, ho consacrato ad esso tutta la mia vita, spendendo i miei anni migliori e le mie energie al servizio dei lavoratori e dei ceti disagiati e operando tra la gente, nel mio partito, nell’organizzazione sindacale, nel consiglio e nell’amministrazione comunale, dove la fiducia popolare mi ha confermato per ventisei anni.

Non ho mai perseguito obiettivi personali e di potere e la condizione economica mia e della mia famiglia è rimasta ad un livello molto modesto. Ho solo avuto di mira l’elevamento sociale e civile della comunità. E credo che nessuno possa negare che grandi risultati sono stati raggiunti. Tutti i cittadini di Bafia, senza distinzione di colore politico, hanno visti riconosciuti, grazie al lavoro dei comunisti, i loro diritti.

Ma dopo la metà degli anni Ottanta è venuto a maturazione ed è precipitato in Italia, e non solo in Italia, un processo di involuzione politica che ha spostato a destra l’intera situazione, rimettendo in discussione conquiste ottenute a prezzo di tante lotte e di tanti sacrifici.

A questa china rovinosa ha contribuito purtroppo anche la decisione nefasta della maggioranza del gruppo dirigente del Partito Comunista Italiano di porre in liquidazione quel partito, che tanto aveva dato all’Italia, e di avviare una gigantesca operazione trasformistica che ha avuto come suo atto finale la nascita del Partito Democratico, nominalmente riformista, ma sostanzialmente filocapitalista e filoamericano, nel quale è confluita anche una parte di quella Democrazia Cristiana affossata da anni di malgoverno e di corruzione.

Cari concittadini,

il Partito Democratico di Veltroni e compagni non rappresenta e non può rappresentare quell’alternativa alla destra di Berlusconi di cui ha bisogno l’Italia del lavoro, oggi sottomessa e umiliata, di cui ha bisogno la nostra democrazia, se non vuole scivolare nell’autoritarismo e in un nuovo fascismo, come è nelle intenzioni e nei programmi delle forze politiche oggi dominanti.

I lavoratori italiani non possono essere lasciati senza un partito che li rappresenti e che quotidianamente lotti, in piena autonomia e senza compromessi, per affermare i loro diritti, sempre più misconosciuti e calpestati da un capitalismo che si sente onnipotente. Per questo c’è bisogno di un Partito Comunista che riprenda il cammino interrotto, unendo quanti si riconoscono nell’aspirazione a una società giusta e a un sistema di vera uguaglianza.

E’ per venire incontro a questa esigenza che migliaia di intellettuali e di militanti operai di tutta l’Italia hanno avanzato la proposta di unire tutti i comunisti in un solo partito. Anch’io ho ritenuto di aderire all’iniziativa, e mi rivolgo a quanti tra voi hanno a cuore le sorti della democrazia e dell’emancipazione dei ceti deboli, di chi lavora e di chi un lavoro non ce l’ha, perché sostengano questo sforzo comune. Bisogna dare un segnale, e la prima occasione sono le elezioni europee del prossimo mese di giugno, in cui dovrà essere presente una lista dei comunisti, cui andrà dato il massimo di consensi.

Sappiamo che, sia da parte del centro-destra, sia da parte del centro-sinistra, si vuole impedire che i comunisti continuino ad esistere come forza politica presente nelle istituzioni, anche attraverso leggi elettorali antidemocratiche, contrarie allo spirito della nostra Costituzione. Noi ci opporremo a questo disegno.

I comunisti ci sono. L’Italia, l’Europa e il mondo hanno bisogno dei comunisti, perché il grande capitale non sia lasciato arbitro incontrastato delle sorti di tutti.

Il capitalismo – lo vediamo tutti i giorni – significa guerra, volontà assoluta di dominio, sfruttamento, disoccupazione, tutto quanto cioè serve ad accrescere senza limiti i profitti dei pescecani che dominano l’economia mondiale. Solo i comunisti, nemici irriducibili del capitalismo, possono costituire un valido baluardo contro il disastro economico, sociale e ambientale che incombe su tutta l’umanità.

Cari concittadini,

il momento che stiamo vivendo è grave ed occorre mobilitare tutte le forze disponibili per superarlo, perché non venga sbarrata la via verso il progresso. E’ per questo che ho deciso, quando ho già varcato la soglia dei settant’anni, di dare il mio piccolo contributo al progetto di rinascita del Partito Comunista. E lo faccio con il disinteresse e l’entusiasmo di sempre.

Ma non basta, e quello che più occorre è che anche altri lo facciano, pure a Bafia, dove tutti voi vivete e sentite quotidianamente l’urgere dei problemi irrisolti. La tradizione comunista e di sinistra non può essere cancellata nel nostro paese e non si può permettere che in particolare nella realtà locale la lotta politica si riduca a una pura contesa per il potere tra persone e gruppi che si muovono, qualunque sia il partito o lo schieramento in cui di volta in volta si collocano, spinti dalla stessa logica e dalle stesse finalità, quelle cioè di far prevalere interessi e ambizioni che nulla hanno a che vedere con i bisogni e l’avvenire di una comunità che, continuando di questo passo, rischia addirittura la scomparsa.

Voglio perciò sperare che sarete capaci di esprimere delle forze che sappiano risollevare le sorti del paese, ridotto da anni e anni di incuria e di insipienza in uno stato di quasi agonia.

Se vorrete fare questo, i comunisti saranno al vostro fianco.

Un augurio sincero e un fraterno saluto.

Addì, 25 gennaio 2009

 Domenico Catalfamo
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