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IL COMUNISMO NON E’ UN “FETICCIO” Stampa E-mail
giovedģ 04 dicembre 2008
AnteprimaAlla fine è nata l’associazione “Per la Sinistra”, lanciata da diverse personalità, note e meno note, sulla base di un documento che condensa confusione ideologica, furbizie e ambiguità. A quanto pare, presto si trasformerà in un partito o, meglio, in un “soggetto politico”.

L’Italia è il Paese dei facili entusiasmi e degli altrettanto rapidi oblii. Così accade che diverse persone, che sinora sono state al vertice di partiti che si sono autodefiniti “comunisti”, anzi hanno rivendicato con forza il marchio “doc”, all’improvviso tirino fuori un’anima anticomunista e, folgorate sulla via di Damasco, si convertano ad una non ben identificata “sinistra”. E’ strano che ciò succeda dopo che, per colpa loro, i suddetti partiti comunisti si sono ridotti al lumicino ed hanno perso ogni rappresentanza parlamentare.

Questi signori hanno pensato allora di riciclarsi, di tirar fuori vecchie colubrine anticomuniste spacciandole per gli ultimi ritrovati della tecnologia bellica – al di là del tanto vantato “pacifismo” – , di poter resuscitare politicamente attraverso un falso “nuovismo”, da accreditare attraverso il chiasso mass-mediatico.

E in men che non si dica hanno lanciato un’associazione “Per la Sinistra”, che, stando a quanto contenuto in un documento di fondazione (la solita mania di “fondare” e “rifondare”!), ha progetti ambiziosi: trasformarsi in un partito o, meglio, per usare la loro fraseologia, anch’essa “nuovista”, in un “soggetto politico”.

Leggiamo nel suddetto documento: “Viviamo in un paese e in un tempo che hanno bisogno di un ritrovato impegno e di una nuova sinistra, ecologista, solidale e pacifista”, “che susciti speranza e […] e che rifiuti il rifugio identitario fine a se stesso, la fuga dalla politica, l’affannosa ricerca dei segni del passato come nuovi feticci da agitare verso il presente”. Continua il documento: “Per operare da subito promuoviamo l’associazione politica “Per la Sinistra”, uno strumento leggero per tutti coloro che sono interessati a ridare voce, ruolo e progetto alla sinistra italiana, avviando adesioni larghe e plurali”. Il passaggio successivo dovrebbe avvenire a gennaio, attraverso “una consultazione di massa attorno a una carta d’intenti, un nome, un simbolo, regole condivise”.

Se si fa riferimento a un “nome” e a un “simbolo”, a noi pare evidente, al di là del “politichese”, che si sta parlando di un partito, anche se “leggero”. Nessuna autodefinizione è stata più felice. Questo progetto politico è davvero “leggero”, addirittura “etereo”, “fumoso”. Si muove intorno ad un concetto di “nuova sinistra” mai riempito di contenuti. Al massimo, essa viene definita “ecologista, solidale e pacifista”, ma non marxista. Anzi il comunismo, se abbiamo ben capito, viene assimilato ad un “feticcio”. Il suddetto documento “fondativo” parla di “autonomia”, ma non precisa mai i rapporti  che il “nuovo soggetto” intende instaurare col Partito Democratico, che, furbescamente, non viene citato neppure una volta.

A dispetto di questi signori “sbadati”, il comunismo non è per nulla un “feticcio” del passato “da agitare verso il presente”. Quando la crisi economica internazionale si è palesata nella sua gravità, gli studiosi di tutto il mondo, di qualsiasi orientamento, sono corsi a ripassare “Il Capitale” e hanno fatto a gara a dire che il pensiero di Marx è attuale. Ma i nostri amici della “sinistra senza identità” (per autodefinizione) erano ormai lanciati caparbiamente verso il loro obiettivo avveniristico e non si sono accorti di nulla. Il loro linguaggio è “messianico”. Consiglia di affidarsi alla “speranza”. E il “nuovo Messia” sembra essere …Nichi Vendola. Visti i disastri che ha prodotto, è meglio non fidarsi troppo.

 Bessarione      
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