Il voto comunista è l’unico utile per chi vuole sostenere le ragioni della sinistra e dei lavoratori. Il Partito Democratico non sta facendo per nulla opposizione al governo e Di Pietro sul piano economico e sociale si colloca a destra di Berlusconi.
Le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 hanno un forte significato politico. Difatti, nel nostro Paese si sta profilando una “dittatura a due”, imperniata sul Popolo della Libertà e sul Partito Democratico Da un lato, Berlusconi accentra nelle proprie mani potere economico, potere politico e potere televisivo. Dall’altro lato, il Partito Democratico vota a favore delle scelte fondamentali compiute dal governo. Tant’è che, mentre la crisi economica che affligge il sistema capitalistico mondiale crea affanno elettorale agli altri governi europei, in Italia Berlusconi sembra dormire sonni tranquilli. E questo perché non trova opposizione in Parlamento, da quando con infauste leggi elettorali è stato escluso il Partito Comunista. D’altronde, Popolo della Libertà e Partito Democratico condividono la politica portata avanti dal capitalismo mondiale, il quale, dopo aver provocato la crisi economica, a causa di scelte sciagurate, ora vuole farla pagare interamente ai ceti popolari. In Italia, la produzione industriale è diminuita in un anno di circa un quinto. La conseguenza è l’aumento della disoccupazione (che interessa anche la scuola e la pubblica amministrazione), che, a sua volta, provoca la diminuzione dei consumi, che determina un’ulteriore diminuzione della produzione, cacciando il Paese in un tunnel senza vie d’uscita. I diritti fondamentali dei lavoratori vengono continuamente cancellati e ai disoccupati, che aumentano, si aggiunge un esercito di precari, che ricevono un salario di fame e che rischiano quotidianamente di diventare anch’essi disoccupati. Tutto ciò ci fa rimpiangere i tempi in cui in Italia c’era un forte Partito Comunista, che garantiva ai lavoratori sempre nuovi diritti e maggiore benessere economico. E allora l’unico voto utile è quello per la lista comunista, che riunisce Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, nonché altre forze anticapitalistiche. Non ha senso votare per il Partito Democratico, che non fa opposizione, o per Di Pietro, che fa opposizione solo sul tema della giustizia, mentre è addirittura a destra di Berlusconi sul piano della politica economica e sociale. Il 6 e il 7 giugno vota la lista comunista, che ha il simbolo storico di falce, martello e stella su bandiere.
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