Appoggiamo la lista unitaria dei comunisti alle prossime elezioni europee, pur evidenziandone i limiti e mantenendo inalterato il progetto della Costituente comunista, da realizzare al più presto possibile.
Finalmente la lista unitaria dei comunisti alle elezioni europee è stata presentata. Alcuni risultati importanti sono stati realizzati. Innanzitutto, è stato scelto il simbolo della falce e martello, che sottolinea la continuità con la tradizione comunista. In secondo luogo, è stato evitato il pericolo della presenza – e della concorrenza – di due liste distinte, una facente capo a Rifondazione Comunista e l’altra ai Comunisti Italiani, provocando sconcerto, delusione e confusione tra gli elettori. Accanto a questi aspetti decisamente positivi, ne vanno sottolineati altri che ci fanno riflettere criticamente. Soprattutto da parte di Paolo Ferrero, è stato messo in risalto più il carattere genericamente “anticapitalistico” del raggruppamento elettorale che l’opzione comunista. Non si è trattato, a nostro avviso, di semplice cortesia nei confronti degli altri due movimenti, peraltro minori, che, assieme a Prc e PdCI, aderiscono alla lista, vale a dire Socialismo 2000 e Consumatori Uniti. Esistono, in capo al gruppo dirigente di Rifondazione, tutta una serie di riserve mentali. La lista unitaria è stata accettata “obtorto collo”, perché altrimenti l’obiettivo di superare la soglia del 4% e di ottenere seggi al Parlamento europeo si sarebbe rivelato irraggiungibile. Il “sogno proibito” di Ferrero e compagni è sempre quello di una forza di “sinistra anticapitalistica”, rispetto alla quale la ricomposizione della diaspora che ha colpito negli anni passati Rifondazione è soltanto una tappa intermedia. Non è un caso che nel simbolo figuri la scritta “Sinistra europea”, formazione quest’ultima che, a livello europeo, comprende solo alcuni Partiti comunisti, mentre altri, che hanno solide radici e tradizioni, come il Partito comunista portoghese e il Partito comunista di Grecia (KKE), non ne fanno parte per libera scelta. Non è un caso, ancora, che si sia parlato, nella conferenza stampa di presentazione della lista unitaria, di un non ben definito “coordinamento” tra le quattro formazioni che vi aderiscono come prospettiva per il dopo elezioni. Siccome almeno due dei quattro raggruppamenti interessati non si richiamano al comunismo, è facile concludere che il “coordinamento” non è certo funzionale alla nascita di quel Partito comunista unitario, per la quale noi, al contrario, ci battiamo. Gli aspetti positivi, tuttavia, prevalgono sui negativi. Questo ci spinge ad appoggiare alle elezioni europee la lista unitaria, nonostante le riserve e con una precisazione: per noi l’obiettivo rimane quello della Costituente comunista, cioè di un processo che, unendo tutti i comunisti italiani, ovunque collocati, si concluda con la creazione di un solo Partito comunista, non semplicemente “anticapitalista”, che si richiami al pensiero di Marx, Lenin e Gramsci e che si ponga in linea di continuità ideale con la tradizione del Partito comunista italiano, pur individuandone e correggendone gli errori. Questo processo costituente non può essere rimandato alle “calende greche”. Anzi, è necessario che venga ripreso rapidamente dopo le elezioni europee e portato a conclusione, al più presto possibile, con chi ci sta. Su questo punto non faremo sconti a nessuno. Antonio Catalfamo
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