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ANCHE DA BAFIA UN VOTO COMUNISTA Stampa E-mail
sabato 16 maggio 2009
AnteprimaPubblichiamo un appello a votare comunista alle elezioni europee, indirizzato ai cittadini di Bafia (Messina), anche per protestare contro la costituzione di un’amministrazione comunale guidata da un sindaco del Partito Democratico e che ospita tra gli assessori esponenti di formazioni fasciste.

Gli elettori di Bafia, oltre alle ragioni generali, hanno delle ragioni particolari per negare il voto alle forze di centro-destra (Berlusconi e soci + Casini) e al Partito Democratico che sostanzialmente ne è succube e per esprimere una chiara scelta di sinistra e comunista.

Guardiamo al passato. Comunisti e socialisti hanno governato il Comune per 25 anni, fino agli inizi degli anni Novanta, cambiando il volto del nostro paese: opere pubbliche, scuole, servizi, lavoro.

I comunisti in particolare, con un impegno instancabile, hanno lavorato per assicurare a tutti il giusto riconoscimento dei propri diritti, dando assistenza a 360 gradi, dalla culla alla tomba. Il che ha portato entrate, benessere, fervore di attività, possibilità di studiare per i giovani.

Dopo di allora il testimone all’Amministrazione Comunale è passato alla Democrazia Cristiana e alla Destra.

Il PCI frattanto è stato posto in liquidazione, con varie filiazioni fino alla nascita del Partito Democratico. Quali i risultati?

Una decadenza inarrestabile: spopolamento, abbandono delle campagne, occasioni di lavoro ridotte quasi a zero, degrado del territorio, divenuto per buona parte uno sfasciume, come dimostrano i danni enormi prodotti da qualche giorno di pioggia.

Il paese è a un passo dal rimanere completamente isolato, la strada provinciale che porta a Bafia rischia di scomparire nel tratto Caruso-Simiglianò. Tutto questo dopo 15 anni di centro-destra al Comune, dopo i quali il Partito Democratico non ha trovato di meglio che costituire una maggioranza con i democristiani, avversari storici della sinistra e dei comunisti e primi responsabili di una politica clientelare e di favoritismi, che hanno sempre fatto della religione e della Chiesa uno strumento di potere e di velenoso anticomunismo.

Di questa maggioranza fanno parte per di più dei fascisti dichiarati, cui sono state consegnate le principali leve del potere, in particolare a Bafia.

Diciamo agli elettori di Bafia: è ora di svegliarsi!

Lo diciamo agli anziani, che hanno conosciuto e votato per decenni i comunisti, e lo diciamo ai giovani, cui – stando così le cose – è precluso ogni avvenire se non in una sempre più improbabile emigrazione. Una generazione non può vivere a lungo sulle pensioni e sui risparmi dei padri e dei nonni, inseguendo le lusinghe del consumismo.

Il 6 e 7 di giugno votiamo Comunista, contro chi vuole uccidere la speranza, contro chi, eliminando i comunisti, vuole  privare la nostra gente di un’arma di lotta e di riscossa!

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