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Alcuni mesi fa, numerosi intellettuali, rappresentanti di realtà operaie, militanti e simpatizzanti hanno lanciato un appello per la Costituente comunista, con lo scopo di creare in Italia un solo partito che riunisca tutti i comunisti. Le adesioni si sono moltiplicate, superando la soglia delle cinquemila. Ciò dimostra l’entusiasmo esistente intorno alla prospettiva unitaria, almeno tra i compagni di base. Spesso questo slancio non trova riscontro nei vertici dei partiti che attualmente dichiarano di richiamarsi agli ideali del comunismo. All’appello ha aderito subito, per bocca del segretario nazionale, il Partito dei Comunisti Italiani. Sino ad oggi non c’è un’adesione ufficiale da parte del Partito della Rifondazione Comunista. La minoranza interna (area Vendola), che rappresenta quasi la metà del partito, è apertamente contraria, visto che guarda, in alternativa, ad una “costituente di sinistra”, che dovrebbe riunire un’accozzaglia di gruppi che genericamente si richiamano ad un concetto molto vago di “sinistra”. La maggioranza, raccolta intorno al segretario Ferrero e all’area Grassi, punta sul rilancio di Rifondazione, che dovrebbe costituire lo “zoccolo duro”, su cui costruire alleanze più ampie. Il nuovo Partito comunista, che dovrebbe scaturire dal processo costituente, non può e non deve risultare dalla “fusione a freddo” tra il PdCI e Rifondazione Comunista, sia per le resistenze da parte dei vertici di quest’ultima, delle quali dicevamo, sia perché ci troveremmo di fronte ad una sommatoria di gruppi dirigenti, ad interminabili lotte per la spartizione di sedie, spesso “virtuali”, per la determinazione di equilibri, per l’individuazione di “zone d’influenza”, ecc. Il risultano sarebbe l’immobilismo assoluto. Il processo costituente, dunque, deve partire dal basso, con chi ci sta, con chi vuol dare un contributo d’idee e garantire un impegno serio e disinteressato per la creazione di un nuovo Partito comunista, che abbia, però, radici antiche e solide, rappresentate dalla storia del movimento comunista internazionale, così come si è materialmente concretizzata a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre e dalla nascita dell’Unione Sovietica e degli altri Stati socialisti, e del glorioso Partito Comunista Italiano, nonché dal pensiero di Marx, Engels, Lenin, Gramsci. Questo patrimonio di idee e di lotte, nonostante gli errori, che vanno evidenziati e corretti, non può essere disconosciuto, in nome di un non ben identificato “comunismo del ventunesimo secolo”, che dovrebbe rimpiazzare il “comunismo criminale” del ventesimo secolo. Esso deve costituire il ceppo, su cui innestare, senza stravolgimenti, nuove idee e nuovi programmi, che tengano conto dei mutamenti della realtà. Il compito dei partiti comunisti attualmente esistenti nel nostro Paese è quello di mettere a disposizione della Costituente il proprio bagaglio di esperienze, di idee, senza soffocarla sul nascere con pretese egemoniche. Da questo punto di vista, va salutato con favore il sostegno garantito dal Partito dei Comunisti Italiani e dal suo segretario nazionale, che si è dichiarato pronto a fare un passo indietro e a rinunciare a posizioni di potere, reale o presunto. Con questo sito vogliamo dare il nostro contributo ideale e materiale al processo costituente e alla nascita del nuovo Partito comunista. Speriamo nell’aiuto di tutti i lettori.
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