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NINO PINO NEL CENTENARIO DELLA NASCITA Stampa E-mail
mercoled 06 maggio 2009
AnteprimaIn occasione del centenario della nascita di Nino Pino Balotta, intellettuale comunista, il Centro Studi a lui intitolato ha organizzato, il 16 aprile scorso, al Liceo classico “Luigi Valli” di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), un incontro, con la partecipazione di centinaia di cittadini di spirito democratico, che hanno reagito alla pretesa della giunta comunale fascista di impadronirsi di questa figura storica del movimento operaio. Proponiamo qui di seguito l’articolo pubblicato, in data 30 aprile 2009, dal settimanale “La Rinascita della Sinistra”.

Cento anni fa nasceva, a Barcellona Pozzo di Gotto, secondo centro della provincia di Messina per numero di abitanti, Nino Pino Balotta, scienziato amico di Einstein, umanista, poeta vincitore del Premio Viareggio per la poesia dialettale nel 1956, deputato comunista dal ’48 al ’63. Approfittando di questa ricorrenza, l’amministrazione comunale di destra, guidata da un sindaco di Alleanza Nazionale (ora PdL), Candeloro Nania, imposto dal più famoso cugino, Domenico, vice-presidente del Senato, già uomo di punta del Msi, appartenente alla generazione dei “colonnelli” di Almirante, capitanata da Fini, ha tentato la stessa operazione posta in essere a livello nazionale: impadronirsi di un intellettuale di sinistra, distorcendone il pensiero, nell’ambito di quello che lo storico Angelo d’Orsi ha definito “rovescismo”. Emblematica, a tal proposito, la politica “culturale” di Alemanno a Roma, al quale è stato consentito vergognosamente di sedere sulla poltrona occupata all’Istituto Gramsci da Togliatti e di posare per i fotografi con il busto di Gramsci sullo sfondo. Del pari, il sindaco Candeloro Nania ha parlato sfrontatamente, in un suo intervento, di “principi di libertà” da lui condivisi con Nino Pino. Ma egli appartiene ad una famiglia che ha solide radici fasciste, mentre il Nostro fu corriere antifascista tra l’Italia e la Francia, arrestato nel ’31, nel ’32 e nel ’37. Il suo volume scientifico, Tifo sportivo e suoi effetti, fu messo all’indice dal Minculpop, perché contraddiceva la retorica sportiva del regime.

Ma a Barcellona P.G. la reazione degli antifascisti è stata immediata. Il Centro Studi intitolato a Pino Balotta ha pubblicato, per la prima volta, in un volume di circa 300 pagine, i Discorsi parlamentari del Nostro e il 16 aprile scorso ha organizzato un convegno (“Nino Pino nel centenario della nascita: l’uomo, lo scienziato, il parlamentare”) in un’aula gremita da vecchi antifascisti, esponenti storici del movimento operaio e contadino della provincia, compagni di lotta di Pino, docenti universitari e delle scuole cittadine, giovani comunisti e della sinistra antagonista. Sono intervenuti, oltre a chi scrive, lo scrittore Vincenzo Consolo e i docenti dell’Università di Messina Luigi Chiofalo e Federico Martino.

Dalla discussione è emersa la vera personalità di Nino Pino, che non ha niente a che fare con la destra, di ieri e di oggi, e con i suoi presunti “valori”. Sono state rievocate le lotte da lui condotte a fianco dei coloni e contro gli agrari (spalleggiati dalla campieri mafiosi, dalla Dc e dai monarchico-fascisti) per l’applicazione dei decreti Gullo, in una zona nella quale esistevano nell’immediato secondo dopoguerra dei rapporti di riparto dei prodotti agricoli ben più arretrati di quelli vigenti al momento dell’unità d’Italia. Sono emerse le battaglie parlamentari condotte da Nino Pino contro l’adesione dell’Italia alla Nato, contro gli “omicidi bianchi”, contro le sofisticazioni alimentari, contro l’uso degli ormoni sugli animali.

Lo scrittore Vincenzo Consolo ha ricordato lo sciopero del 2 gennaio 1948, nel corso del quale Nino Pino disarmò il tenente dei carabinieri, che stava per aprire il fuoco sulla folla dei disoccupati, rimase ferito alla mano destra, fu arrestato e uscì di galera, dopo le elezioni del 18 aprile, perché eletto deputato nelle file comuniste, secondo per numero di preferenze solo al capolista Togliatti nella circoscrizione della Sicilia Orientale.

 

Antonio Catalfamo

Direttore del Centro Studi “Nino Pino Balotta”

  

Da “La Rinascita della Sinistra”, 30 aprile 2009

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