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“IL CALENDARIO DEL POPOLO”: LA NOSTRA STORIA Stampa E-mail
martedģ 25 novembre 2008
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Quando, nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione, cominciarono a circolare, attraverso la rete organizzativa del Partito comunista, che aveva fatto il suo rodaggio durante gli anni della lotta clandestina, i primi numeri de “Il Calendario del Popolo”, l’Italia era ridotta in macerie, anche dal punto di vista culturale.

Il fascismo, ai fini della sua propaganda, aveva deformato la storia, aveva dato agli italiani che potevano permettersi di andare a scuola una cultura “guerrafondaia”, razzista, improntata al mito della violenza. L’analfabetismo era fenomeno largamente diffuso. E, allora, “Il Calendario” fu una vera e propria università popolare. Ebbe il compito di ridare la memoria storica agli italiani, di ricostruire, cioè, attraverso la forma della “calendarizzazione” e del richiamo delle date fondamentali del processo storico, gli avvenimenti più importanti e di avviare su di essi una riflessione critica. Ma servì anche a formare i quadri dirigenti del partito, che provenivano dal popolo e dalle file delle formazioni partigiane. Attraverso apposite rubriche, trasmise, inoltre, gli elementi rudimentali della grammatica a coloro che, a causa della povertà, aveva interrotto presto gli studi. Conobbe un’ampia diffusione, superando le 100.000 copie.

Ma, alla morte di Togliatti, che aveva puntato molto sul “Calendario”, il gruppo dirigente del Pci e, in particolare, i responsabili del settore culturale – a partire da Rossana Rossanda – vollero disfarsi della rivista. Si fece avanti un giovane editore, Nicola Teti, che la rilevò. In molti pensarono che sarebbe durato poco, ma “Il Calendario” esiste tutt’oggi ed ha raggiunto, seppur tra mille difficoltà, i 64 anni di vita.

Nel corso del tempo si è rinnovato nella veste grafica e nei contenuti. Attualmente è l’unica rivista a difendere e diffondere la memoria storica da un punto di vista marxista. Rappresenta l’ultimo baluardo contro il “revisionismo storico” imperante, per la difesa dei valori della Resistenza, per una lettura non deformata degli avvenimenti storico-politici, non solo nazionali, ma anche internazionali, per la diffusione della letteratura militante, per una riflessione sulla cultura e sulle tradizioni popolari.

“Il Calendario del Popolo” esce puntualmente ogni mese. Inoltre, pubblica annualmente alcuni numeri monografici. Solo per richiamarne alcuni, ricordiamo quelli dedicati a personaggi storici come Antonio Gramsci, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Di Vittorio, a fenomeni sociali come l’immigrazione di stranieri in Italia e il lavoro minorile, a fenomeni letterari come quello dei “poeti operai”.

L’editore Nicola Teti ha lanciato recentemente un appello a sostenere ulteriormente “Il Calendario del Popolo”, che rischia di chiudere, a causa dei costi in aumento e del lavoro ai fianchi svolto dai fautori del revisionismo storico e politico.

Invitiamo tutti i nostri lettori a sostenere questa rivista, in modo che rappresenti non solo il nostro passato, ma anche il nostro futuro.

Abbonamento 2009: 30 euro. Versamento sul c.c.p. n. 734202, intestato a “Il Calendario del Popolo”, Via Simone D’Orsenigo, 21 – 20135 Milano. Tel. 02/55015584. Fax 02/55015595. E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . Sito Web: www.teti.it
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VITTORIO FERRERO - ILNONNO RACCONTA     | 87.16.244.71 | 2010-05-05 20:14:28
Il calendario del popolo.Sonoi nato nel 1926. Ho vissuto tutta la guerra fascista e la guerra antifascista dal i'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945.
Sono stato abbonato a questa rivista che poi chiuse (non ricordo quando) Ho ancora alcune pagine ed in particolare l'inserto a puntate della guerra partigiana di cui conservo ancora adesso alcune pagine. Sarei orgoglioso potervi inviare tramite e-mail alcune pagine. Saluti Vittorio Ferrero
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